da Il Messaggero di martedì 1 settembre, 2009 di Federica Facchini

Appena domenica scorsa ha preso il via a Cagli “Dance Immersion”, kermesse di sei giorni dedicata alla danza e alle arti visive, che snodandosi tra il Teatro comunale e Palazzo Mochi Zamperoli, riflette sulla contaminazione tra le arti con l’obiettivo di esperire in maniera diversa e creativa la realtà, stimolando dunque la ricerca di spazio e tempo attraverso un’esperienza di dilatazione percettiva. Dalla realtà alla favola. Fabula Mirabilis è una mostra d’arte contemporanea, evento collaterale ai tanti appuntamenti con la danza, che si svolge nello storico Palazzo Mochi Zamperoli. Organizzata da Spongeartecontemporanea, giovane realtà marchigiana che si occupa della promozione di giovani artisti e curatori, l’esposizione è curata da Simonetta Angelini e ospita i lavori di due artiste Veronica Chessa e Rita Vitali Rosati. Entrambi si approcciano, attraverso opere di pittura, fotografia e collage digitali, alla tematica di quel meraviglioso – mirabilis che diventa luogo delle possibilità, dell’imprevisto, dell’incredibile, dell’insolito, del doppio, dell’equivoco e dell’inganno. La stessa arte somiglia alla fabula – spiega la curatrice – quando costruisce mondi e dimensioni ulteriori, visioni possibili e plurali, spesso eretiche. Nei venti lavori proposti, dieci per ciascuna artista, sono le suggestioni oniriche e fiabesche ad evocare storie misteriose e antiche e possibili presenze che dimorano nel Palazzo. Come scrive Simonetta Angelini : « l’immaginario in crinoline e pizzi di Veronica Chessa è un universo dalla fragilità vitrea, tutto femminile, dal candore e dal mistero adolescenziale. Sospeso tra la concretezza della pittura e l’impalpabilità del digitale. Fanciulle in fiore. Presenze misteriose mediate dal sembiante di ritratto ottocentesco…». La ricerca artistica di Rita Vitali Rosati invece, dissacra nei suoi lavori fotografici «l’immaginario fiabesco con irriverenza e sarcastica ironia. Si rende protagonista e personaggio, protagonista e antagonista, si moltiplica, si traveste. Si sporca le mani delle convenzioni dei racconti fiabeschi neutralizzandone il programmatico e prevedibile intento didattico, rovesciandolo, giocando con l’imprevedibilità, la sorpresa della visione» (fino al 5 settembre).

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