di Valentina Tebala

“Nella tantità di cose che il mondo contemporaneo ci offre, è necessario saper «guadare» con attenzione” – ha detto Simone Pellegrini durante la presentazione ad a,m,o, – arte, Marche, oltre del suo libro-intervista Guadi con Alessandra Angelucci – “per poter compiere quell’esercizio dell’arte che, se tale, è sempre un esercizio di coraggio.” Da parte dell’artista prima, del curatore poi, e del fruitore infine. Lo stesso coraggio a cui si appella Loredana Longo chiacchierando al baretto centrale di Pergola, e intuendo nella parola, materializzata sia pur marchiata a fuoco, un potere comunicativo assai più convincente rispetto all’appeal sprigionato dalla sola immagine.

LA PAROLA, PRIMA DI TUTTO
Appunto, la parola e l’urgenza del linguaggio: punti e spunti nodali di quasi tutti gli incontri della rassegna organizzata da Sponge ArteContemporanea, alla sua edizione n.0 che aspira ad una ricorrenza biennale. Sul ruolo e la funzione dell’arte oggi, dell’artista e del curatore, in particolare sul delicato rapporto fra il primo e il secondo – che funziona anche da collante mediatore verso il pubblico, e da galvanizzatore per il gallerista e il collezionista – si sono espresse decine di personalità del territorio marchigiano e non, rielaborando di volta in volta limiti e criticità.
Fra gli altri, i galleristi Veronica Veronesi e Rodolfo Gasparelli, Gaia Pasi e Maria Letizia Paiato caporedattore della Rivista Segno che ha dedicato un focus specifico allo stato delle riviste di settore in Italia. Cristiana Colli, ideatrice e curatrice di Demanio Marittimo Km-278, ha sottolineato l’importanza di una dimensione culturale e creativa fluida, trasversale, attenta ai luoghi e agli spazi di per sé già intrisi di una storia condivisibile, come il piccolo circolo della frazione pergolese di Montesecco che ha ospitato l’incontro, o il tratto di spiaggia qualunque dove può nascere un circuito di aggregazione e discussione sulle arti come Demanio Marittimo.

INDAGARE LA VERITÀ
Ecco, dunque, l’importanza delle parole: quelle ricamate, registrate e archiviate nel libro-progetto Inventarium di Giovanni Gaggia dedicato alla memoria viva di una verità nascosta troppo a lungo sulla strage di Ustica: “Quello che doveva accadere”; le parole di denuncia attiva – e mai passiva – del libro di Francesca Guerisoli, Ni una Más, che indaga le forme di arte attivista contro il femminicidio partendo dal luogo dove nacque la terribile necessità di coniarne il termine, Ciudad Juárez in Messico, e dal progetto che divenne il simbolo della lotta al femminicidio in Italia, Zapatos Rojos di Elina Chauvet.
Ma oltre alle presentazioni di libri, nel fitto programma della kermesse ci sono state le performance di Alessio De Girolamo e Gianluca Panareo e le visite alle mostre a Casa Sponge, a Fano per SoundNoSound a cura di Milena Becci, al Centro di Arti Visive Pescheria di Pesaro con la personale di Kounellis.

IL TALK SULLA SPIAGGIA
In un’atmosfera informale, tra le cinte murarie del Bastione Sangallo, si sono susseguiti gli incontri con gli artisti Pamela Breda, Tiziana Cera Rosco, Mona Lisa Tina, Andrea Nacciarriti e Roberto Paci Dalò, fino alle letture portfolio dei giovanissimi studenti della “Scuola del Libro” di Urbino accompagnati dalla docente di Discipline Pittoriche Chiara Francesconi. La rassegna e l’avventura dei 9 giovani curatori si è conclusa sul palco di Demanio Marittimo in un dialogo a più voci con Massimo Mattioli, Davide Quadrio, Giovanni Gaggia e Milena Becci di Sponge ArteContemporanea: dialogo che ha tirato le somme su quello che è stato a,m,o, e ci si augura continuerà ad essere: una rara occasione di confronto tra linguaggi, idee e attitudini partendo dalla valorizzazione di un territorio fertile e ricettivo che allarga fattivamente i suoi orizzonti, oltre i confini.

da Artribune

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