Un’altra notte dal tramonto all’alba. Dopo Demanio Marittimo, torno in provincia di Ancona, a Serra de’ Conti, per raccontarvi Nottenera. Il paese spegne le sue luci e lascia spazio al Festival che accende la creatività.
Arte, musica, teatro, scienze e sapori si fondono in un progetto culturale evoluto, giunto alla settima edizione, che mette in relazione i linguaggi contemporanei con le realtà e la comunità del territorio.

Sabrina Maggiori, la direttrice artistica, ci svela il senso de L’irrinunciabile, tema di quest’anno, e ce ne illustra il cartellone.

Quanto valuti importanti iniziative di questo tipo nella provincia italiana e quali difficoltà particolari legate all’agire in un piccolo paese?
Nottenera. Comunità_Linguaggi_Territorio, come già annuncia il suo payoff, e come hai già ricordato tu, è nata con l’ambizioso obiettivo di mettere in relazione i linguaggi creativi contemporanei con le realtà e le comunità del territorio e con il desiderio di riconoscere e promuovere i linguaggi creativi contemporanei sia nella loro pluralità (teatro, danza, musica, nouveau cirque, arti visive, installazioni, arti performative, cinema d’animazione, illustrazione), sia come strumenti di apprendimento, espressione, evoluzione personale e incontro e confronto col reale. Poter lavorare in provincia è estremamente importante perché il territorio impone una sorta di principio organizzatore delle relazioni tra cittadini mentre, allo stesso tempo, costituisce un tessuto simbolico in grado di restituire identità e appartenenza. Spesso in Italia, questo accade senza la complicità del mondo della cultura, grave mancanza e al contempo sfida da accettare. I paesi della provincia fervono in genere di rievocazioni storiche o sagre di prodotti tipici, ancorati ad una sorta di passato mitico che guarda a fatica il presente, eppure, proprio grazie alle piccole dimensioni, a mio avviso, sono i luoghi più adatti a trasformare il concetto di pubblico passivo e spesso settoriale in quello di comunità fluida che si coagula attorno a esperienze specifiche. Per fare questo, ed eccoci giunti alle difficoltà, occorrono azioni durante tutto l’anno, occorre credere nel processo anziché all’evento, occorre essere riconosciuti da chi abita quei luoghi e occorre una amministrazione sensibile per non dire illuminata. L’attaccamento acritico al territorio e il rifiuto di chiunque venga percepito come esterno sono di certo delle serie difficoltà assieme alle inevitabili scarse risorse economiche e al rischio della non comprensione appieno del progetto anche da parte di chi collabora.

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Perché L’irrinunciabile? Quanto il periodo grigio che stiamo vivendo stimola, a tuo avviso, la necessità di ridefinire ciò a cui non si può rinunciare?
Avere un tema guida che si decide l’anno precedente è strumento necessario a cucire e motivare le tante attività e anche a leggere questo nostro tempo e le sue criticità. L’attuale sgretolamento di tante sovrastrutture che, fino ad ora, hanno stratificato, sorretto, nutrito ma anche condizionato il nostro vivere quotidiano, mi è sembrato imporre la domanda: “da che cosa trae senso la nostra esperienza di vita, che cosa è irrinunciabile per la coscienza individuale’?”. Aggiungo: “le smagliature profonde attuali possono costituire delle possibilità?”
Di fatto l’immaginario relativo al nostro appartenere ad una società e ad una comunità di riferimento ha la possibilità di ancorarsi a temi nuovi in questo momento che nascono come risposte a domande nuove. Forte è il fermento in tal senso in tutta Europa.
Tocchiamo questioni radicali, complesse e al contempo molto intime che ci sembra i linguaggi creativi contemporanei riescano ad affrontare con strumenti non ordinari e con una licenza che solo l’arte e la creatività possono vantare, essendo il pensiero e l’immaginario i loro terreni di azione.
Gli artisti, gli esperti e le scuole che hanno collaborato a questa settima edizione del progetto culturale Nottenera, si sono misurati con questo fertile paesaggio, con questa umidità promettente per proporre e testimoniare una declinazione possibile del tema.

Il cartellone prevede un’ampia sezione dedicata alle arti visive che curi con Federica Mariani, ci vuoi illustrare i progetti ?
Vorrei prima di tutto ringraziare Federica Mariani perché con la sua collaborazione abbiamo potuto fare scelte condivise e grazie ai suoi testi critici, quest’anno le arti visive hanno una forma organica di presentazione. Alcune delle opere scelte sono installazioni site specific pensate ad hoc per l’evento, altre invece sono frutto di un cammino e di una ricerca che gli artisti hanno voluto ripensare e riproporre a Nottenera. Tutti hanno riflettuto sul tema dell’irrinunciabile e ognuno ha riassunto il suo lavoro con una parola che rappresentasse questo tema.
Per Chris Roccheggiani, irrinunciabile è la Ricerca. Si tratta di una artista marchigiana, presentata al territorio come talento ancora non noto, mossa da una ricerca intima ed individuale, la cui installazione di fogli di carta giapponese e tele grezze, sarà ospitata in una suggestiva Chiesa del centro storico di Serra de’ Conti, in dialogo con frammenti di affreschi di fine Cinquecento.
Valerio Porru, sardo che vive a Firenze e inserito nel circuito nazionale, rappresenta il mondo dell’arte contemporanea fuori dalla regione. Per lui è L’Energia ad essere irrinunciabile. Sarà ospitato in uno spazio messo a disposizione da un privato che sarà trasformato in un abisso marino popolato di organismi bioluminescenti.
È la volta poi di due artiste appena uscite dall’Accademia delle Belle Arti come Yesenia Trobbiani e Gioia Mancinelli che propongono un progetto insieme, Daily, e anche un progetto singolo (solo Yesenia, Delcibo).
Daily, che occuperà una piazzetta del centro, muove dalla domanda “Come può un incontro fra due realtà modificarle bi-lateralmente?” posta da Félix Gonzàlez-Torres. Attraverso azioni quotidiane come mangiare e dormire, per un tempo preciso di 30 giorni, le due artiste indagano la prossimità, la costante inclusione nella vita dell’altra. Coccole è l’irrinunciabile.
Delcibo è invece la singola proposta di Yesenia Trobbiani mossa dall’irrinunciabile inteso come Acqua. Una performance per sole 33 persone che condivideranno l’esperienza del mangiare con le mani cibo rigorosamente bianco.
Gli ultimi due artisti hanno già un percorso strutturato e riconoscibile e lavorano sia nelle Marche che fuori e sono espressione di un circuito indipendente dell’arte contemporanea.
Silvia Fiorentino fa tappa a Nottenera, con la sua pluriennale ricerca attorno al femminile, inaugurando uno spazio pubblico del tutto nuovo, i sotterranei dell’Ex_Frantoio, e indaga in maniera pura e allo stesso tempo accattivante tutte le declinazioni della parola irrinunciabile, partendo da un nucleo primario: il desiderio e la sua forza.
Erika Latini e Massimo Festi propongono un’installazione dolce, romantica, forte e presente. Amare è il loro irrinunciabile. I due linguaggi artistici si fondono simbolicamente nell’installazione: le maschere di Massimo Festi e il ricamo di Erika Latini si intrecciano palesando con l’arte il loro legame umano.

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12 ore di festival, trovi efficace la formula così ridotta in termini temporali?

In realtà sarebbero piuttosto 9 ore! Mi piace che emerga l’aspetto della continuità e dell’esperienza concentrate in una sola notte, irripetibile, in cui si è chiamati a scegliere tra le numerose proposte che si sovrappongono e si ripetono, ma non vorrei si dimenticasse che è il momento conclusivo di un progetto annuale.

Chi è Sabrina Maggiori?
Classe 1972. Durante gli studi in storia dell’arte e teatrodanza, con la performance ho indagato, da sola, la relazione con l’altro, mettendo inizialmente il corpo e la presenza fisica al centro della possibilità comunicativa. Il culmine di questa direzione di ricerca arriva nel 2005, come Orthographe, partecipando alla Biennale Teatro di Venezia.
L’altro poi diviene sempre più comunità per me, dialogo col territorio. A partire dal 2007 infatti accentuo la parallela attività di progettista, organizzatrice e curatrice di progetti culturali lavorando a fianco di giovani artisti visivi e compagnie teatrali che danno forma e sostanza alla scena nazionale contemporanea. Nasce Nottenera. Comunità_Linguaggi_Territorio, nasce il Festival Viva per la promozione della cultura nonviolenta a Macerata, collaboro con l’AMAT_Associazione Marchigiana Attività Teatrali a coordinare il progetto MATILDE (neonata piattaforma regionale a sostegno dei giovani talenti della scena marchigiana).
A partire dal 2011 l’altro sembra divenire il mio destino e futuro. Inizia il lavoro in team con Federico Bomba e Alessia Tripaldi e nascono La scuola di Visioni del Contemporaneo in cui mi occupo di arte pubblica e relazionale, Nottenera Junior in collaborazione con le scuole di Serra de’ Conti e JES! Cerco lavoro. Lo immagino. Lo trovo incentrato sulla creatività sostenibile giovanile.

da Espoarte

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