Sponge ArteContemporanea
Nona stagione espositiva – IL NUMERO PERFETTO

Sabato 27 maggio a Casa Sponge (Sponge Living Space) inaugura il quarto appuntamento della nona stagione espositiva intitolata Il Numero Perfetto ospitando il progetto performativo musicale Musiche da naufragio dei MaX StirneR LumpeN a cura di Valentina Tebala. Prosegue per l’occasione anche la collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti di Urbino con la presentazione di un’opera di Danilo Sciorilli, giovane artista appena laureatosi al biennio specialistico in Arti Visive Contemporanee.

In questa occasione l’inaugurazione si svolgerà in due momenti separati: alle ore 11 al mercato di Pergola, dove i MaX StirneR LumpeN metteranno in scena un happening – parata musicale fra i banchi e la folla nel centro cittadino – e alle ore 12 nel giardino di Casa Sponge in cui gli artisti svolgeranno la performance musicale Musiche da naufragio.
A seguire ci sarà il consueto pranzo condiviso.

Un nuovo progetto sperimentale fa incursione a Casa Sponge, invadendo per un’ora anche il centro cittadino di Pergola, fra la folla e le bancarelle nel giorno del mercato: si tratta di Musiche da naufragio, una performance e un happening musicale della band dei MaX StirneR LumpeN. Loro amano definirsi una «formazione anarco-musicale volta a improvvise incursioni sonore in contesti artistici eclettici», e gli strumenti che utilizzano sono fiati, ottoni e un basso in un patchwork analogico di suoni armonici e contrastanti, senza partitura ma rigorosamente improvvisati in acustico. Attingendo dalle più antiche forme di spettacolo e performances di strada – sulla felice scia della libertà e spontaneità creativa tipica dadaista – la loro sarà un’esibizione fuori dai generi e dai canoni accademici. Il fine ultimo è il naturale coinvolgimento del pubblico, mirando dritto al raggiungimento del puro piacere dato dall’Arte, in sé e per sé, al singolo individuo e, letteralmente, “vedere di nascosto l’effetto che fa”.

Rievoca i baldacchini dei teatranti e dei saltimbanchi medievali, primi veri performer della storia, persino la struttura in metallo all’interno della quale gli artisti si esibiranno durante la performance musicale nel giardino di Casa Sponge. Essa è costruita interamente con materiale di recupero, elemento readymade favorito nella ricerca artistica e scultorea di Francesco Bocchini – fra i fondatori della band – come pure, in modalità differenti, in alcune delle ricerche degli altri componenti: tutti artisti visivi di professione, oltre che anarco-musicisti per serissima vocazione.

Le performance saranno documentate da fotografie e l’audio registrato rimarrà a Casa Sponge: visibile e udibile rappresenteranno la traccia dell’accaduto e il pubblico potrà goderne anche nei giorni successivi all’inaugurazione.

Prosegue inoltre la collaborazione attivata tra Sponge e l’Accademia di Belle Arti di Urbino, concretizzatasi nelle giornate di incontro e studio visit dello scorso marzo e già inaugurata durante Secret Garden di Alassandrà Calò, con la partecipazione del giovane artista Claudio Zorzi. In questa occasione verrà esposta un’installazione site specific di un altro artista emergente proveniente dall’Accademia, Danilo Sciorilli.

La mostra inaugura a Casa Sponge sabato 27 maggio 2017 alle ore 12 e sarà visitabile su appuntamento fino al 2 settembre.

L’accesso sarà consentito solo previo tesseramento, valido per l’intera stagione in corso, al costo di 8 euro.

BIOGRAFIE

I MaX StirneR LumpeN sono un collettivo formato da artisti e musicisti, tutti provenienti dalla Romagna. Una formazione anarco-musicale nata nel 2014 dall’incontro di artisti visivi professionisti di varia estrazione ma musicisti per vocazione. Prendono il nome dal filosofo tedesco vissuto nella prima metà dell’Ottocento Max Stirner – pseudonimo di Johann Caspar Schmidt –, sostenitore di un primordiale concetto di anarco individualismo, divenuto in seguito ispiratore di molti intellettuali, scrittori e filosofi. I MaX StirneR LumpeN sono dediti in prevalenza all’utilizzo di strumenti a fiato e ottoni, prediligendo in ogni caso le improvvisazioni in acustico come è tipico delle street band; la loro è sostanzialmente una «musica senza rete, senza prove, a volte senza criterio. Musiche per naufragi umani».

Formazione:
Francesco Bocchini – Tromba
Claudio Ballestracci – Tromba
Marcello Tosi – Sax tenore
Massimo Modula – Tromba
Giacomo De Paoli – Trombone
Roberto Bucci – Basso

Danilo Sciorilli (Atessa, 1992), vive e lavora ad Urbino dove ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti laureandosi quest’anno al biennio specialistico in Arti Visive Contemporanee. Ha già partecipato a diverse mostre collettive esponendo il suo lavoro ad esempio per Saldi d’artista di Giuseppe Stampone, a cura di Giacinto di Pietrantonio e Pietro Gaglianò, presso il Centro Italiano di Documentazione sulla Cooperazione e l’Economia Sociale di Bologna; e alla mostra Fuori Uso – Avviso di Garanzia, a cura di Giacinto Di Pietrantonio e Simone Ciglia, presso l’Ex Tribunale di Pescara. La sua ricerca è ricca di temi d’interesse che si intersecano fra loro, passando dalle riflessioni sul concetto fallace di impossibilità per cui al contrario ogni cosa – secondo l’artista – può essere compiuta; persino sopravvivere alla morte “uscendo dal tempo e dallo spazio” ed arrivando ad ipotizzare creativamente l’infinito e il nulla. Fondamentale è per Sciorilli il concetto di teatralità, laddove il teatro e lo spettacolo diventano il luogo limite dove si mischiano realtà e finzione ma senza soluzione di continuità (Andy Kaufman docet). Non legandosi a nessun medium in particolare – se non a quello della propria immagine, utilizzata come mezzo per esprimere tuttavia molteplici versioni del sé – Sciorilli predilige l’essenzialità del messaggio veicolato dall’opera, quest’ultimo espresso tramite i vari elementi che la compongono (tutti aventi la medesima importanza, comprese la luce e le ombre date) e dallo stesso titolo. L’installazione The moon tells me a secret presente in mostra è la parafrasi figurativa e personale del miracolo poetico di un satellite, la luna appunto, che ha imparato a brillare non di luce propria ma indotta; e che ora svela all’artista – e a noi fruitori – il segreto del luccichio “oltre il tempo e lo spazio in una realtà altra ma comunque la nostra, dove la finzione smette di mentire”.

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