Presso Spazio NovaDea – Libreria Prosperi – alla terza stagione espositiva dal titolo Quid est veritas(?) – si è tenuta la personale di Daniela Cavallo, organizzata in collaborazione con Sponge Living Space di Pergola (gestito dall’artista Giovanni Gaggia) nell’ambito di un programma itinerante. Come dichiarato, il lavoro dell’artista pugliese vuole celebrare la vita attraverso l’arte per una rinascita collettiva. Così “l’opera riacquista il senso primordiale del sacro e del rituale, la funzione catartica, purificatoria del teatro antico”.
All’inaugurazione la Cavallo si è prodotta nella performance “Rin Zen”, azione simbolica nella quale si identificava rappresentando le sue intenzioni in un cerchio di mattoni (figura della perfezione e della rinascita) che racchiudeva un ventre di terra (allusione all’ancestrale) con un corpo femminile che si liberava da un involucro di plastica; mentre un cordone rosso (legame con il destino e cordone ombelicale di nuova vita) teneva unito il pubblico divenuto protagonista-spettatore dell’evento. La personale, curata da Stefano Verri, era completata da un video e da tre immagini fotografiche.

Luciano Marucci

tratto da Juliet N.152 (Aprile / Maggio 2011)

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