Tra Chi Va e Chi Resta - Legarsi a Montesecco

Tra Chi Va e Chi Resta – Legarsi a Montesecco

TRA CHI VA E CHI RESTA

Legarsi a Montesecco | #monteseccontemporaneo

22-23 agosto 2019

NON ERA NIENTE
Lo specchio si è rotto
Il cielo è in frantumi
A noi è toccata la parte
con le nuvole

Franco Arminio
(resteranno i canti)


TRA CHI VA E CHI RESTA (Casa Sponge ospita Casa 2.73) è una due giorni semplice e gentile che prosegue la scrittura delle pagine di questo nuovo diario dal titolo “Legarsi a Montesecco”. Si entra in punta di piedi, si aprono le porte delle case, si comincia a dialogare sottovoce.

Il 22 agosto, alle 18:30, Casa Sponge apre di nuovo le sue porte come fa da oltre dieci anni. Rifugio di artisti e viandanti, dimora naturale in prospettiva ariosa, questa volta lo fa invitando ad entrare gli abitanti di Montesecco: il piccolo borgo che domina la valle, dalle montagne all’adriatico. Una visita guidata speciale, a cura di Mattia Galantini in occasione della mostra CHE SEI NEI CIELI: il racconto di un cammino, una relazione e dell’esistenza. Lo sguardo verso l’alto di due autrici: Anneliese Müller Nisi e Aischa Gianna Müller, donne di straordinaria forza e tempra, unite da un legame di sangue inscindibile. Una nonna e una nipote che si incontrano nella terra, nei campi e il cui confronto si realizza attraverso l’opera d’arte.

Nella seconda giornata, venerdì 23 agosto, le parti si invertono: è Casa Sponge a chiedere ospitalità e l’apertura delle porte del paese agli abitanti del borgo di Montesecco, largo al dialogo ed al racconto delle esperienze. Alle ore 17.00, tra il Circolo e la Chiesa, punto d’incontro è la panchina con alle spalle il paesaggio fino al mare. Un Dialogo tra Ciro Mariani, architetto e Assessore alla Bellezza del Comune di Pergola, Giovanni Gaggia, artista e Direttore Artistico di Casa Sponge, Alvise Giacomazzi, archietto e fondatore di Casa 2.73 (Venezia), Cristiana Collli, giornalista e ricercatrice sociale, ideatrice con Pippo Ciorra di Demanio Marittimo km 278, moderatrice Bianca R. Schröder, artista, co-curatore di TRAFFIC – Festival delle Anime Gentili. . Fulcro del dialogo: il Gesto di aprire la porte di Casa, l’importanza di portare la cultura all’interno delle dimore e il cambio d’assetto dei territori attraverso questa azione, creando nuove identità sempre in mutazione. Il confronto riprende il dialogo iniziato all’alba del 20 luglio, sul finire dell’ultima edizione di DEMANIO MARITTIMO: Home Culturtal Home, tra Gaggia, Giacomazzi, Jean Lorin Sterian, Alessandro Fonte, Beatrice Meoni e Silvia Susanna (moderatrice ed ideatrice dell’incontro).


Conclude questa giornata un’azione condivisa, una vera performance relazionale che mira a proseguire il senso della parola condivisa. Il pensiero ritorna a Maria Lai, alla sua Montagana e al suo Legarsi a Ulassai: quei nastri blu che correvano di porta in porta divengono sedie e tavoli in legno, un piatto di coccio e un bicchiere di vino rosso. È il rinnovarsi di una pagina già scritta che per anni ha creato la comunità del borgo.
Era il 14 agosto a Montesecco, da metà anni ’70 fino circa a metà anni ’80. Nell’estate del ’74, Don Sidney Stella, sacerdote salesiano, montesecchese di origine, decise di ravvivare la festa patronale del 15 agosto facendola iniziare già dalla sera del 14 con una cena comunitaria in piazza. L’intento era quello di creare unità e rappacificare gli animi, ed eventuali disaccordi, facendo lavorare i paesani tutti insieme per la buona riuscita dell’evento. La preparazione della “cena del 14” iniziava già nel pomeriggio, quando gli uomini allestivano i tavoli per ospitare i commensali, con cavalletti da lavoro, tavole con fogli di vecchi quotidiani (di solito si trattava de “L’Avvenire” a cui il parroco di Montesecco, Don Giancarlo Carboni, era abbonato) incollati sopra (con acqua e farina mescolate insieme e leggermente scaldate al fuoco) e collegavano al volo, al contatore di chi fosse disponibile, qualche lampada per migliorare la pubblica illuminazione.
Con l’impegno e la partecipazione di molti, quando la sera scendeva e si accendevano le luci, la tavolata era pronta e si respirava aria di festa.
Purtroppo, nel giro di una decina di anni, motivando la decisione con la “comodità”, la cena di condivisione fu sostituita prima da una cena, a pagamento, preparata da alcune persone che cucinavano per tutti e, successivamente, dal servizio di ristoratori della zona, perdendo così il suo intento iniziale.


Ripartiamo da questa pagina già scritta, da quella cena condivisa e per fare ciò chiediamo aiuto a tutti i montesecchesi. Rispecchia il nostro agire e il senso della parola semplicità con la quale abbiamo aperto questo comunicato che appare sul finire quasi un manifesto.


Abbiano scelto di aprire con un componimento poetico di Franco Arminio, paesologo, per aiutarci a rendere visibili le nuvole: le stesse che quasi sfioriamo dall’alto di Montesecco e che compongono l’installazione di Aischa Gianna Muller che ospitiamo nella stanza blu di Casa Sponge e che in questo preciso momento sono in viaggio verso Aliano per “La Luna e i Calanchi”, il festival che vuole raccogliere intorno a un paese e un luogo preciso il meglio delle tensioni civili e artistiche che si stanno sprigionando nel Mediterraneo interiore.

 

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